UA-74305567-1 UNA CITTA IN COMUNE – MARIAGRAZIA PELLERINO

Di una città non ti colpiranno e 7 o le 77 meraviglie ma
la risposta che sa dare alle tue domande o la risposta
che ti obbliga a dare alla sua domanda.
I.Calvino, Le città invisibili

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Uno sguardo al passato…

COMITIVA ELETTORALE COMUNALE (15-05-2011)

La campagna elettorale è un viaggio dove si parte con lo zaino leggero che si riempie di scambi che avvengono strada facendo.
Un viaggio che voglio fare con una comitiva, e non con un comitato elettorale.
Una campagna elettorale all’insegna della sobrietà perché non si può parlare di decrescita e di sostenibilità se non partendo da sé e dalle proprie pratiche.
Una campagna elettorale fondata sulla fiducia tra candidata e cittadine/i che costituisca un vincolo di cui poter chiedere conto.
La corriera virtuale ci porterà in viaggio per la città, a raccogliere incontri, storie, conoscenze, notizie e a scambiare desideri condivisi.

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Un estratto dei 4 punti più importanti della mia campagna del 2011:

UN COMUNE CHE SI OCCUPI DEL COMUNE

Un Comune che si occupi di ciò che è di tutte e di tutti: acqua, aria, strade, trasporti, rifiuti, scuola. Sono servizi alla comunità che vanno gestiti e mantenuti con la comunità. La sostenibilità economica dei servizi serve per dare ad essi continuità non per ridurre il welfare.
A Torino il 20% della popolazione è sotto la soglia della povertà relativa e la forbice dei consumi per reddito si sta allargando: i servizi pubblici locali sono una parte di welfare e sono strumento di redistribuzione di risorse e di coesione sociale.
Coniugare efficienza, sostenibilità economica e welfare è possibile: welfare partecipato.

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TUTTA MIA LA CITTÀ

Le strade giuste e le decisioni efficaci sono il risultato della partecipazione di molte e molti. La crisi economica e politica in cui viviamo ha origine anche nella concentrazione del potere decisionale in poche mani: è una crisi della rappresentanza dei molti.
A Torino non mancano gruppi di discussione, associazioni di volontariato, cittadine e cittadini impegnati: il loro coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica porterà innovazione sociale e consumi consapevoli. La scarsità di risorse rende possibili politiche a costo zero.
Per riorganizzare l’esistente, è necessario condividere le responsabilità delle scelte. Costituire una delega assessorile alla partecipazione e al bilancio partecipativo; prevedere
la presenza, nei consigli di Amministrazione delle aziende di servizi pubblici, dei destinatari dei servizi e dei lavoratori, come previsto dall’art. 43 Cost. e in alcuni enti.

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LA CITTÀ DELLE DONNE

A Torino le donne sono da sempre protagoniste, dalla Resistenza (mia mamma era una partigiana del Cuneese) all’esperienza sindacale dell’Intercategoriale donne, capaci di unire e anche, se necessario, di dividere.
Un forte movimento femminista e un variegato associazionismo delle donne fanno ricca la nostra città.
C’è chi ha chiamato welfare sommerso o welfare quotidiano quel lavoro di cura che noi donne pratichiamo che non è misurato nel PIL.
A Torino le associazioni delle donne hanno prodotto economie, lavori e saperi sulla convivenza, sull’integrazione, sull’arte, sulla cultura, sulla formazione e sul benessere sociale.
L’esclusione delle donne dalla gestione della cosa pubblica  e dalla politica istituzionale è una perdita di risorse per il buon governo della città. Noi  donne siamo forza trasformatrice e di innovazione sociale: le regole vanno cambiate per garantire che le donne siano presenti in tutte le articolazioni delle istituzioni del Comune, delle Circoscrizioni e negli incarichi pubblici in misura paritaria. Sono gli uomini a dover cambiare le loro quote, non noi a dover chiedere quote.

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LA CITTÀ CHE STUDIA

Intorno all’Università’ e al Politecnico di Torino, in vetta alle classifiche degli atenei italiani, si muovono poco meno di 150.000 persone: studenti, docenti e personale non docente.
A Torino il numero dei laureati è tra i più bassi del centro-Nord. Bisogna rimettere al centro la qualificazione e lo sviluppo personale, verso un modello cooperativo e non solo più competitivo.
Lo sviluppo delle capacità personali della cittadinanza è un’ opportunità e una risorsa per tutta la città.
Il diritto allo studio e alla formazione producono un valore sociale maggiore della spesa sostenuta, aumentano la capacità di innovazione, di fronteggiare la crisi e di partecipare ai processi decisionali della cittadinanza. Servizi formativi attrattivi possono essere un volano economico e una preziosa opportunità di scambio e arricchimento per una città viva.

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PER UNA CITTA’ VICINA – PER UNO SGUARDO DAL PROSSIMO AL LONTANO
(3 agosto 2010)

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